Ultima modifica: 18 Ottobre 2017

A favore di vento…….si voga!

Si è appena conclusa l’esperienza del “1° trofeo del mare” al quale i nostri alunni hanno partecipato ed è opportuno fare alcune considerazioni.

A favore di vento…….si voga!

Un modo divertente per fare scuola.

Si è appena conclusa l’esperienza del “1° trofeo del mare” al quale i nostri alunni hanno partecipato ed è opportuno fare alcune considerazioni.

Partiamo da una considerazione, quasi ovvia, la scuola non gode di buona salute… sono troppi i legacci burocratici che si interpongono tra il docente e il discente che finiscono per danneggiare quasi in modo irreversibile il rapporto empatico che deve essere alla base di corretto ed efficace processo di apprendimento/insegnamento.

Mi piace immaginare che un qualsiasi nuovo alunno, entrando in un Istituo di Istruzione, trovi un atomosfera ed un ambiete pronto a recepire i propri bisogni senza allontanarlo dal tessuto sociale al quale appartiene e alle radici della cultura del luogo, alle economie storiche, insomma fare in modo che l’alunno riconosca come “casa” il nuovo edificio.

Perché questo avvenga, dal mio punto di vista, la Scuola deve considerare in diverso modo le Agenzie e gli Enti che forniscono percorsi di formazione e deve essere capace di fare “Scuola” in diversi luoghi.

Ma torniamo al nostro Istituto, è evidente che la scolarizzazione di molti alunni è lontana da un punto che possa considerarsi di partenza per qualsiasi percorso di formazione, è frequente assistere a comportamenti che sono tipici dei luoghi della nostra città dove vige la legge del più forte e della costante prevalicazione delle regole, cosa che diventa elemento di continuo disagio nella comunità scolastica.

Come trasformare l’acqua in vino, certo è irriguardoso il paragone, ma rende l’idea.

I modelli di comportamento si costruiscono attraverso dinamiche a volte estranee alla “casa” e con interpreti altri.

Lo Sport, potrebbe essere un opportunità.

Questa esperienza non ci ha regalato medaglie, ma ci ha regalato ragazzi che hanno compreso cosa vuol dire essere squadra, cosa vuol dire duro lavoro per un obiettivo, come l’ansia da prestazione possa torcerti e svuotarti di ogni energia, come è amaro il sapore della sconfitta e come è dolce la voglia di riscatto.

I nostri alunni hanno vogato, veleggiato con grande entusiasmo e dedizione ed hanno avuto comportamenti virtuosi, ma hanno mostrato di conoscere il concetto di responsabilità.

“ Cabrini” urlato come grido di guerra li ha esaltati e li ha uniti, alcuni di loro continueranno a frequentare le Associazioni che hanno dato la possibilità di realizzare questa esperienza, a tal proposito voglio menzionare il Maestro di Voga Sig. Conte che ha, unitamente alla suo team, dato forma alle aspirazioni dei nostri alunni.

In questo caso posso dire che l’opera del Maestro è stata un esempio di come nel fare ci sia tanto da imparare e di come gli alunni siano capaci di farlo.

Grazie ragazzi avete mostrato di esserci…